In questi giorni si deciderà il futuro dell’Autorità di garanzia della comunicazione. L’assetto di questa Autorità sarà fondamentale per garantire la rottura dei monopoli, la qualità delle libertà digitali, la possibilità di un nuovo modello di sviluppo, un reale pluralismo informativo, la comunicazione come bene comune.
Occorre riportare l’attenzione delle classi dirigenti sulla realtà della condizione umana quotidiana. Rovesciare la tendenza all’impoverimento e far crescere il benessere. La politica deve riprendersi il proprio ruolo, cominciando a cambiare la “dinamica del sasso”, non per andare contro natura. Semplicemente per far scendere la classe dirigente dal punto più alto della torre e farle mettere i piedi a terra.
Lusi, davanti alla Giunta per le autorizzazioni al Senato, tira in ballo tutti i leader della Margherita. “Ero il garante di una spartizione 60/40 tra popolari e rutelliani“. Oltre a Rutelli, Bianco, Renzi, spuntano i nomi (ma senza riferimenti concreti) anche di Letta, Bindi, Franceschini. La Procura di Roma indaga. Mercoledì una nuova audizione
Un “sostegno incondizionato” ai lavoratori del fisco. La tensione è alta e così, dopo i tanti fatti di cronaca, con aggressioni e intimidazioni sia in sedi di Equitalia che dell’Agenzia delle Entrate, oggi il premier Mario Monti si è recato al quartiere generale del Fisco. Mentre in Parlamento, alla Camera, l’ostruzionismo del Pdl contro il ddl anticorruzione agita le acque…
C’è uno strano “odore di zolfo” in certe stanze del potere a Berlino. Che la Merkel e il suo più stretto entourage si siano da tempo irrigiditi con pronunciamenti per “il rigore innanzitutto” è risaputo. La novità degli ultimi giorni però è il ritorno del dubbio sempre più pressante sul futuro e sulla sopravvivenza del sistema dell’euro.
La legittima domanda di chiudere con la cattiva politica rischia di indebolire le istituzioni e la stessa nostra democrazia. La risposta dei partiti non può essere quella di prendersela con Grillo o con l’astensionismo che sono la diretta conseguenza della crisi della politica, ma deve tradursi nella capacità di tornare a guardare all’interesse comune
… La strada da percorrere, “copiando alla rovescia” la sinistra generosa e sognatrice, era quella di iniziare e portare a compimento la più grande rivoluzione reazionaria che sia mai stata tentata. Praticare la decrescita macro economica affamando moltitudini di cittadini di tutto il pianeta e in pochi decenni cancellare un paio di secoli di storia. Le difficilissime e spesso dolorose lotte che hanno realizzato conquiste ai diritti e alla democrazia dovevano essere archiviate.
Grillo: antisistema o funzionale al sistema? Se i singoli contenuti ricalcano le rivendicazioni della sinistra radicale, è nell’impianto complessivo del discorso che salta fuori la novità. Per il M5S la critica all’economia non mette in discussione l’organizzazione sociale, non chiama in gioco soggetti collettivi, ma vale nella misura in cui i poteri forti ledono la sfera dei diritti individuali.



