Dopo gli editoriali di Scalfari il quotidiano “la Repubblica” torna a gamba tesa sulla trattativa sulla riforma del mercato del lavoro aprendo il giornale con la notizia di un faccia a faccia segreto Monti – Camusso, in cui la leader della Cgil avrebbe dato il sostanziale via libera a una modifica dell’articolo 18. Palazzo Chigi e sindacato smentiscono, la Cgil accusa il quotidiano romano di pressioni improprie
C’è mancato solo il ” toreador ritorna vincitor”, dal Carmen di Bizet per la conclusione del viaggio di Mario Monti in Usa. Gli elogi si sono sprecati, anche troppo. Ma, insieme, arriva una grana per il presidente. E arriva proprio dal giornale che più “montiano” non si può, Repubblica che lancia, con apertura a tutto campo della prima pagina, l’incontro segreto fra Monti e Susanna Camusso (primo scoop) e l’accordo sull’articolo 18 con il consenso di Camusso a una modifica seppure parziale del testo (secondo scoop). Per chi è chiamato a salvare l’Europa, secondo la copertina di Time, però solo per l’edizione che arriva nel vecchio continente, non è certo un merito, è solo un mezzuccio, a fronte di una dimensione politica e sociale che ha bisogno del massimo di trasparenza. Neppure per il segretario generale della Cgil sarebbe un bel vedere visto che, giustamente, ha sempre denunciato gli incontri “segreti” del ministro Sacconi con i dirigenti di Cisl e Uil. Non è a caso che il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni trovi il modo di fare ironia a buon mercato.
Smentito l’incontro segreto fra Monti e Camusso
Palazzo Chigi e Cgil in una nota comune smentiscono seccamente l’incontro, Repubblica conferma. La notizia l’avrebbe soffiata una fonte attendibile, senza peraltro dire come dove, quando si sarebbe svolto l’incontro. Lo scoop di Repubblica relega in secondo piano l’incontro di Monti con il presidente Obama, il mondo della finanza e dell’imprenditoria americana, senza dubbio importante perché restituisce credibilità e un ruolo importante, nel panorama europeo dominato dal duo Merkel – Sarkozy, al nostro paese. Un incontro importante, ma non storico di cui Monti non ha fatto neppure a tempo a godersi gli incontinenti osanna di una stampa che non sfugge al suo destino di provincialismo. Subito è stata immerso nelle “miserie” italiane: decreto sulle liberalizzazioni a rischio emendamenti e riforma del mercato del lavoro. Sul primo problema si risolverà con un voto di fiducia su un testo che sarà messo a punto dalla apposita commissione. E’ auspicabile vengano accolti alcuni emendamenti su banche, assicurazioni, vendita dei farmaci di fascia C, licenze per i taxi, in modo tale che si possa parlare di liberalizzazioni degne di questo nome e non all’acqua di rose.
Lo scoop? E’ un disegno di legge giù noto
Lo scoop di Repubblica, se di questo si trattasse, è invece destinato ad avere ripercussioni di non poco conto, incidendo negativamente sul confronto in corso fra parti sociali e governo che dovrebbe riprendere mercoledì o giovedì. Presidenza del Consiglio e Cgil, non a caso, si sono affrettati a smentire l’incontro. “In relazione all’articolo pubblicato oggi dal quotidiano la Repubblica, Palazzo Chigi e la Cgil – afferma il comunicato – rendono noto che nei giorni scorsi non vi è stato nessun incontro, né colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso”. Nello scoop del quotidiano intanto c’è da sottolineare una prima inesattezza ed è buona regola giornalistica che quando si rivelano notizie ” segrete” non ci si può permettere neppure il più piccolo errore. Nell’articolo di Repubblica infatti si afferma che è stato il primo faccia a faccia fra Monti e Camusso. Il comunicato congiunto precisa che “peraltro, se tale incontro fosse avvenuto, non sarebbe stato il primo faccia a faccia. Susanna Camusso e Mario Monti si erano infatti già incontrati nel novembre scorso al momento della formazione del nuovo governo”. Ma ancor più grave è che si venda come una notizia bomba i contenuti del possibile accordo contrattato fra Monti e Camusso. In realtà si tratta di una “sintesi” di un noto disegno di legge di cui si discute da temp, porta la firma del senatore del Pd, già segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi. E’ stato elaborato dagli economisti Boeri e Garibaldi. Nel testo che Repubblica vende come uno scoop si parla appunto per i precari assunti a tempo indeterminato di un periodo fino a tre anni in cui l’articolo 18 è congelato. Passato questo periodo anche per loro avranno valore le tutele previste dallo statuto dei lavoratori, articolo 18 compreso. L’articolista incorre anche in un banale errore quando scrive che “a palazzo Chigi sanno bene che il 97% delle aziende e il 67% dei lavoratori sono già sottratti all’articolo 18″. Ma in un’altra pagina di Repubblica si cita correttamente il dato fornito dalla Cgia di Mestre secondo cui il 65% dei lavoratori è tutelato dall’articolo 18. Oltre alla risposta congiunta con Palazzo Chigi la Cgil,che definisce l’articolo “una bomba falsa, non uno scoop ma una bufala” risponde con estrema durezza anche su Facebook con due note, chiamando in causa anche Scalfari. La prima: “La notizia data da Repubblica di un incontro segreto tra Camusso e Monti è assolutamente infondata. È anzi una grave invenzione. Le nostre posizioni sull’articolo 18 sono note e stranote”.
La Cgil accusa Repubblica di” bassezze e falsità”
“Sembra quasi che qualcuno voglia far saltare il confronto. Con Repubblica si ripetono ormai gli incidenti ma perché scendere a queste bassezze e dire il falso?”. La seconda: “Prima due fondi di Scalfari. Oggi una notizia assolutamente falsa in apertura. Ma chi vuole forzare la mano? Noi, la Cgil, non subiremo pressioni improprie. Il paese attraversa un momento molto difficile, così come il compito di Monti lo è. Ma non diremo sì a tutti i provvedimenti a prescindere dalle nostre idee. È anzi arrivato il momento di imporre la crescita in Italia e cambiare le politiche in Europa. Monti è d’accordo?”.



