Chi vorrebbe chiudere anzitempo il cantiere del centrosinistra sostenendo che non è questa l’opera che serve all’Italia viene smentito dai fatti. Quelli di questi giorni danno ragione a chi ha continuato a lavorare per un’alternativa credibile e da sinistra al berlusconismo
Dunque Marco Doria, candidato sostenuto da Sinistra Ecologia e Libertà, ha vinto le primarie di Genova in vista delle prossime elezioni amministrative della città. Prima di lui era toccato a Simone Petrangeli, sempre di SEL, vincere il 22 gennaio scorso le primarie a Rieti per l’elezione a Sindaco. Lo scorso anno una storia analoga avevano vissuto Giuliano Pisapia a Milano e Massimo Zedda a Cagliari, poi diventati entrambi sindaci delle loro città. E prima ancora, nel 2010, Gianni Speranza a Lamezia Terme e Nichi Vendola in Puglia.
Nei gialli che si rispettano si sostiene che un solo indizio è “solo” un indizio, ma più indizi cominciano a fare una prova. Non può essere un caso se candidati di SEL o sostenuti da SEL, al nord come al sud, in città grandi e piccole, e con storie diverse di destra o di sinistra, negli ultimi anni vincano prima le primarie e poi le elezioni, ricostruendo un clima di fiducia ed entusiasmo nel cambiamento e nella buona politica nelle realtà in cui operano. Forse il centrosinistra “tutto” dovrebbe imparare da queste ripetute lezioni, trarne insegnamento, riflettere.
Per SEL nessun trionfalismo, semmai l’onere della responsabilità e della prova, che diventa dopo ogni successo più impegnativa e complicata. Ma sbaglierebbero PD, IDV e altri a derubricare il tutto sotto l’etichetta delle “questioni locali”: le divisioni interne al PD, la mancanza di personale politico (fatta salva l’esperienza di Napoli con De Magistris) per IDV, o altro ancora. Certo c’è tutto questo, ma c’è soprattutto una grande stanchezza per i soliti riti e le solite facce a cui la politica ci ha abituato e c’è la voglia, ancora grande, di cambiare. Prendere atto che i partiti non sono più quelli che abbiamo conosciuto nel secolo scorso, che la loro credibilità e funzione è precipitosamente e drammaticamente crollata nella fiducia dei cittadini, come le cronache quotidiane testimoniano (dal moltiplicarsi degli Scilipoti agli scandali dei Lusi..), per cui ad esempio non basta stancamente dire che “essendo il partito più grande” tocca per forza al PD esprimere i candidati a tutto, a prescindere dalla loro popolarità e dalla loro possibilità di successo.
E poi viene spazzato via un altro ritornello facile facile sul quale molti “democrat” continuano ad insistere : “per vincere bisogna allearsi per forza con i moderati” e soprattutto lo si può fare solo con candidati “moderati”.
Quelle che abbiamo citato all’inizio di questa brevissima riflessione sono tutte persone politicamente riconoscibili, collocate a sinistra e con una storia più o meno lunga, ma sempre chiara. E hanno vinto, anche più di una volta. L’Italia ci stupisce e si dimostra in questo caso, come in altri (basti pensare ai referendum o alle mobilitazioni delle donne) più avanti di chi dovrebbe guidarla. SEL è nata per dare voce e rappresentanza a quest’Italia, per unire e rinnovare il centrosinistra, per dare senso alla politica e possibilità al cambiamento. La credibilità di questa proposta dipende da ciascuno di noi e da tutti.
A chi vorrebbe chiudere anzitempo il cantiere del centrosinistra sostenendo che non è questa l’opera che serve all’Italia dobbiamo rispondere moltiplicando gli sforzi e facendo parlare i fatti. Quelli di questi giorni danno ragione a chi ha continuato a lavorare per un’alternativa credibile e da sinistra al Berlusconismo.



