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Dentro Wikileaks: Incontro con Gena Mason

aprile - 2 - 2012

Posizioni d’oltreoceano: “Bradley Manning è solo una pedina per avere Assange”. Intervista a Gena Mason, giornalista e blogger che svolge un’attività stabile per Wikileaks Central

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Originaria di Chicago e laureata in legge presso la Columbia University School of Law, Gena Mason è una delle poche giornaliste e blogger che svolge un’attività stabile per Wikileaks Central (http://wlcentral.org/users/gmason/track). Ha cominciato nel 2009 la sua attività di ricercatrice per il sito anti-segreti. L’abbiamo incontrata a Londra per parlare del versante statunitense del “caso Wikileaks” in attesa dell’inizio del processo che vede incriminato il giovane soldato dell’esercito americano Bradley Manning per “alto tradimento” e “connivenza con il nemico” in seguito al Cable  gate del 2010.
 
Cosa pensa la gente negli Usa del “Caso Wikileaks”?
L’atteggiamento predominante è una maggiore simpatia verso Bradley Manning rispetto ad Assange. Gli americani in genere hanno paura di persone molto intelligenti come Julian Assange. Lo temono inoltre perché è un giornalista, perché è un outsider, un hacker ed anche perché è straniero. Diciamo che negli Usa l’atteggiamento generale riflette le preoccupazioni dell’establishment verso fondatore di Wikileaks. Manning invece viene percepito come un teenager e non viene considerato una minaccia anche in quanto cittadino americano.
 
E’ una sua opinione personale o lei ha effettivamente il contatto con l’opinione pubblica, con l’atteggiamento generale?
Lo so per via della mia attività di blogger per Wikileaks che mi mette in contatto con moltissime persone e gruppi di  opinione: un mondo che non è solo online e che riflette quello che veramente la gente pensa. Inoltre anche i media negli Stati Uniti hanno un atteggiamento non distante da questo: ostili ad Assange, ma sostanzialmente neutrali verso Manning.
 
Eppure le accuse verso Bradley Manning sono molto gravi ed il contesto giudiziario è quello della legge marziale.
L’establishment è ostile a Manning, ma molto di più verso Assange. Penso che Manning sia solo una pedina usata per ottenere l’ex capo di Wikileaks; non credo che le autorità abbiano intenzione di assoggettarlo alla legge marziale ed ucciderlo; stanno esercitando molta pressione su Manning tenendolo in isolamento allo scopo di ottenere Assange il quale è molto temuto anche per informazioni delle quali è in possesso e che pensano possano essere rese note, prima o poi.
 
Wikileaks sta voltando le spalle ad Assange?
Julian è il cuore e l’anima di Wikileaks, è considerato ancora come parte dell’organizzazione ed identificato come tale, ma personalmente non so se effettivamente ancora lo sia. Non so quale sia oggi il suo ruolo il livello di accordi e condivisione di vedute con Wiki Central. Non ho questo livello di conoscenza dei fatti. Tra l’altro l’organizzazione per questioni di sicurezza ha un alto livello di segretezza interna.
 
La parola ‘secrecy’ è stata dall’inizio una ‘key word’ (parola chiave, ndr) per la sua attività…
La prima ricerca che ho fatto per Wikileaks Central riguardava una Corte Federale, la Foreign Intelligence Surveillance Court, attiva negli Usa sin dal 1978 e nata sotto la presidenza di Jimmy Carter. Questa corte di giustizia ha operato nella più stretta segretezza per decenni senza che nessuno, neanche le stesse persone indagate e sorvegliate, ne fossero a conoscenza.
 
Con quali strumenti un giornalista-blogger di Wikileaks ottiene informazioni. Bisogna per forza essere degli hacker?
No, Internet è la fonte  principale. La ricerca parte da lì per poi portare a contatti e fonti dirette. Il rapporto con Wiki Central è  poi molto libero; siamo una sorta di freelance che propongono argomenti chiave ed autonomamente svolgono delle ricerche, trovano notizie.
L’attività  di Wikileaks e la sua modalità di impatto sui media ha indubbiamente cambiato la percezione che la gente ha dell’informazione.
 
C’è una netta divisione tra media e giornalisti ‘ufficiali’ e non?
Credo che la distinzione principale sia tra ‘insiders’ e ‘outsiders’. Wikileaks sicuramente è un’organizzazione di outsiders. Per outsider intendo dire fuori dal sistema, fuori dall’establishment, come lo è Assange. Per insider intendo chi ne è all’interno o comunque emanazione degli interessi di gruppi influenti o di potere. Personalmente credo che il fatto che molti giornalisti siano in sostanza degli ‘insider’ dipenda molto dalla precarizzazione del lavoro giornalistico stesso che crea insicurezza a livello sociale e la conseguente necessità di identificare e rafforzare il proprio ruolo attraverso l’accondiscendenza verso ciò che definirei come “obblighi sociali”.
 
Diversi media, a partire dal New York Times, hanno sostenuto la diffusione di informazioni targate Wikileaks. I problemi dell’ufficialità, dell’autorevolezza e dell’affidabilità delle fonti continuano a sussistere?
Credo di sì. Ma se la scelta di una fonte è tra i “media ufficiali” e Wikileaks, mi fido sicuramente di più di quest’ultima.

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Un Commento finora

  1. [...] Italian? If so, then you can help translate my recent interview with the Italian news service Paneacqua. Back in February, while I was in London reporting for WL [...]

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