Decreto o una nuova Authority? Fini e Casini parlano dell’urgenza di una legge che riformi il sistema dei rimborsi elettorali, tutti gli altri sembrano d’accordo, ma manca l’indicazione di tempi certi. E allora Vendola dice che si tratta di “moralismo d’occasione. Arturo Parisi teme “nuove leggi per nuovi inganni”.
L’urgenza è dettata dalla valanga che, dopo il caso Lusi e la bufera nella Lega, rischia di travolgere tutti i partiti senza distinzioni già alle amministrative. Per questo oggi i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani chiedono di non perdere più tempo per rendere trasparenti i bilanci. Ma la vera domanda su cui governo e partiti riflettono è “chi può controllare i partiti”: la Corte dei Conti non può intervenire su soggetti di diritto privato, e per ciò spunta l’idea di una “Consob”, un’Authority che verifichi l’uso dei soldi pubblici.
Le dimissioni di Umberto Bossi costringono il Carroccio a presentarsi al voto amministrativo senza grandi credenziali (Luca Zaia) e l’opposizione appare in generale indebolita. Il bacino dei voti padani fa gola a molti: e dunque sono già iniziate le manovre per conquistare i delusi. Anche se è tutto da dimostrare che il tradizionale sistema di partiti costituisca un polo d’attrazione. Più facile immaginare che la protesta confluisca nell’astensionismo.Questo significa che l’eterogenea maggioranza che sostiene il governo dei professori deve darsi da fare per scongiurare una fuga dalle urne che suonerebbe come una sonora bocciatura di tutta la classe dirigente. Il problema dei problemi che attende una risposta è la questione morale. Fini e Casini parlano dell’urgenza di una legge che riformi il sistema dei rimborsi elettorali, tutti gli altri sembrano d’accordo, ma in realtà manca l’indicazione di tempi certi. E allora è come non parlarne. Nichi Vendola dice che si tratta di “moralismo d’occasione”: se si vuole la riforma si fa in poche ore. Arturo Parisi aggiunge che prima bisognerebbe spiegare ai cittadini perché la legge esistente non ha funzionato: l’ex ministro ulivista teme “nuove leggi per nuovi inganni”.
Insomma, sarebbe un errore ritenere che il caso Lega sia un fatto isolato. Segue solo a una serie di altri episodi, ultimo dei quali il caso Lusi-Margherita. Secondo molti parlamentari è il sistema dei partiti ad essere in crisi. Ma dal momento che a giudizio unanime senza partiti non c’è democrazia, la conclusione è lapalissiana: ad essere in crisi è la democrazia stessa. Un fatto pericolosissimo che infatti allarma il Quirinale: non passa giorno senza che Giorgio Napolitano solleciti i partiti all’autoriforma. Perché in fondo i partiti sono lo specchio della società: è da loro che si attende l’esempio.
C’è chi rievoca il periodo di Tangentopoli e non a caso, la Lega era l’unico partito sopravvissuto a quella rivoluzione. Ma da allora ad oggi c’è una differenza: adesso siamo nel pieno della più grande crisi economica del dopoguerra. E la debolezza della politica sommata a quella del mercato interno può risultare fatale per il paese.
Dopo i big di partito, Fini e Schifani chiedono di voltare pagina sui rimborsi pubblici in tempi brevissimi, già prima dell’estate. Non che, ricorda il presidente della Camera, manchino le iniziative legislative,visto che solo a Montecitorio sono stati depositati 18 disegni di legge. A questo punto, è la soluzione indicata da Fini non contrario all’ipotesi di un decreto, la commissione Affari costituzionali “in stretto raccordo con il Senato, avvii subito la discussione per giungere ad un testo unico, possibilmente largamente condiviso, che potrebbe essere esaminato dall’Aula prima della pausa estiva”.Meno favorevole al decreto, è Schifani perché essendo una legge presentata dal governo “rischierebbe di avere il sapore di una sconfitta della politica”.
Ma al di là dello strumento legislativo, l’interrogativo è come rendere efficace il controllo sui bilanci dei partiti. La verifica della Corte dei Conti, spiegano fonti parlamentari, potrebbe avvenire solo dopo aver cambiato l’articolo 49 della Costituzione e trasformando i partiti da soggetti di diritto privato a soggetti di diritto pubblico. Ma l’iter parlamentare per rivedere un articolo della Costituzione è troppo lungo rispetto alla necessità, avvertita da tutti, di intervenire al più presto. A questo punto le vie da intraprendere sembrano due: o imporre ai partiti di sottoporre i bilanci a società esterne di revisione o creare un’Authority, un soggetto che svolga la stessa funzione che riveste la Consob sulle società quotate in borsa.
Il governo, a quanto si apprende, preferirebbe che, come per la legge elettorale, anche sulla trasparenza la politica si autoriformasse. Pur ammettendo, come fa oggi il ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi, che “il tema è urgente”.
Dal canto loro, i partiti si danno appuntamento la prossima settimana al rientro dalla pausa pasquale. Scettico sull’Authority è il vicepresidente di Fli Italo Bocchino (“non aiuta a fare presto e bene per garantire trasparenza”) mentre il Pd è aperto ad ogni soluzione che possa risolvere presto la situazione. E in nome di una politica più pulita Gianfranco Fini lancia due petizioni popolari per chiedere che non siano candidati i condannati anche in primo grado per truffa, corruzione, associazione a delinquere; e affinché i politici e i dipendenti condannati in via definitiva siano espulsi dalla pubblica amministrazione.Trasparenza, però, per il leader Udc Pier Ferdinando Casini, non vuol dire abolizione del finanziamento pubblico: “Se aboliamo del tutto il finanziamento, Berlusconi il suo partito se lo farà, altri no. Io dico: quando i soldi non si spendono alla fine dell’anno, quelli in eccedenza vanno restituiti”.




Quel che i Media non ci dicono a chiare lettere !
E’ semplicemente . . che tengono nell’ombra 65 Milioni di Italiani e li fanno passare per Idioti ! Semplicemente tenerndoci all’oscuro della Pericolosità che tre Anomali Partiti politici decidano per tutti e anche di quello che il Governo Illegittimo può o non può fare ! Che abbiano scelto una persona ( Monti ) capace di poterci rappresentare alla CEE , perchè è sempre stata la Sua casa residenziale ( lontana dai problemi che affliggono il Fu Bel Paese ) ma cheèuò interloquire con i coinquilini di quell’abitazione sua di sempre ( delle banche , dei Mercati e delle Lobby che gestiscono la Finanza dei Potenti )| Una Ex Repubblica la N/S a limitata gestione Democratica ! Oggi quste lobby di partito, gestiscono il Loro Potere grazie ai fondi Pubblici / di tutti Noi ) non gestiti dai Poteri Istituzionalizzati che in ogni Democrazia è indice di trasparenza e non di Mafia Istituzionalizzata !