Berlusconi ha creato un disastro, ma Monti non l’ha risolto e ora propone per il futuro una ricetta che aggraverebbe ulteriormente la situazione. Prima il Pd deciderà di prendere definitivamente le distanze dalla linea conservatice di Monti, meglio renderà chiara una prospettiva credibile per il futuro del nostro paese
Dalle elezioni che avranno luogo fra circa un mese dipenderà il prossimo Governo, che dovrà affrontare temi e situazioni di vitale importanza per il Paese, sia per l’immediato che per i prossimi anni. In libreria è uscito un libro-conversazione di Massimo D’Alema intitolato ”Contro Corrente” (Laterza 2013, 157 pagg., 12 euro), con sottotitolo “Intervista sulla sinistra al tempo dell’antipolitica”: un testo che contiene molte riflessioni e proposte per il futuro dell’Italia e dell’Europa, sulle quali poi, ovviamente, ciascuno potrà dare il giudizio che crede.
La Storia, alle volte, presenta delle curiose ricorrenze: nel 1973 Berlinguer proponeva il “compromesso storico”, che per una serie di ragioni non ebbe luogo. Oggi, forse, si potrebbe realizzare qualcosa di analogo, con la proposta di un “patto” fra le forze progressiste e quelle di centro democratico ed europeista. Potrebbe essere la volta buona?
Aleggia in questi giorni il fantasma di Veltroni e del suo “voto utile” nelle elezioni del 2008. Ancora una volta gli italiani dovrebbero votare Partito democratico 2.0: questa volta materializzatosi in un’alleanza con Sel e con il Partito socialista. Il resto dei voti regalerebbero, secondo i portavoce della teoria, il governo dell’Italia alla coalizione che ancora vede Berlusconi come uomo forte
L’esperienza delle imprese recuperate, il confronto con la “politica” sulle forme della organizzazione del lavoro, sulla sua qualità, sulla sua remunerazione, sul rapporto tra remunerazione ed investimenti. Dalla contestazione del debito, e del potere strabordevole dell’FMI, nascono le rotture democratiche che hanno permesso questi ormai 20 anni di rinascenza Latino Americana.
Può bastare a contenere l’effetto Monti l’accusa mossagli di comportamento sleale per non essere rimasto in panchina come riserva della repubblica ed essersi buttato nella mischia? E questa critica non corre inoltre il rischio di essere vanificata dalla contemporanea offerta di collaborazione allo schieramento centrista per il dopo elezioni?



