Angelino Alfano vola a Cagliari e promette il massimo interesse per la vertenza Alcoa e Euroalluminia e Ugo Cappellacci rientra nel Pdl. Cambierà ora l’attenzione dei centri di potere nazionali nei confronti della Sardegna?
C’è una doppia lettura del vertice tra Monti e i leader dei partiti di maggioranza, Alfano, Bersani e Casini. A botta calda, nella notte, si era diffusa la notizia di una convergenza su giustizia e riforma dell’articolo 18, seguendo il modello tedesco, e ipotecando la trattativa in corso con le parti sociali. Piovono mezze smentite da Bersani. Mentre Susanna Camusso riafferma la posizione contraria della Cgil.
La Merkel frena ancora sul fondo salva-Stati e i project bond; la ministra Fornero surriscalda il clima al tavolo sul lavoro con dichiarazioni che irritano i sindacati ma anche il Pd; Alfano punta i piedi sulla Rai e la giustizia e a “avvisare” Monti ci pensano anche la Corte dei Conti e l’Authority della privacy sul nuovo fisco
Quarantasei senatori del Pdl in una lettera chiedono le dimissioni del ministro della Cooperazione dopo le dichiarazioni “fuori onda” di ieri. Gasparri getta acqua sul fuoco e si attiva per far scongiurare una mozione di sfiducia. Dopo 12 ore di “fibrillazioni” Alfano, via facebook, annuncia: “Niente sfiducia a Riccardi”. Ma sul web l’hastag pro-ministro è un fiume in piena di critiche alla politica
Ieri è stata una giornata nera per il presidente del Consiglio: è scivolato quattro volte. Però il presidente-professore è sempre più forte. Una sua lista varrebbe il 22% dei voti alle elezioni politiche ed è corteggiato (decisamente) da Casini, (con discrezione) da Berlusconi e da mezzo Pd come candidato a Palazzo Chigi nel 2013
Nel Pdl la questione leadership scoppia come una vera e propria bomba. Inutile metterci toppe, il giochino del segretario (con la “s” minuscola) a coprire la faccia del manovratore sembra essersi rotto definitivamente. E’ caos politico e di palinsesto Rai con Alfano che diserta l’incontro fissato da Monti con i segretari dei partiti che sostengono il governo ( in agenda anche giustizia e Rai) e Berlusconi che rinuncia ad apparire nel salotto di Porta a Porta “per non oscurare Alfano”. Lo sfogo del ministro Riccardi: politica da schifo
Il segretario del partito di Berlusconi: “Queste elezioni rappresentano i titoli di coda di un film che sta per chiudersi. Gli elettori ci vedranno senza la Lega al Nord, anche se ancora nutriamo qualche speranza. Per sostenere Monti abbiamo pagato un dazio altissimo”. In attesa di una batosta annunciata, il Pdl prova a riposizionarsi
Stop and go nel dialogo tra i partiti per la revisione del sistema istituzionale e in particolare della legge elettorale. Dall’incontro Pdl – Terzo Polo emerge la conferma che il dialogo tra i partiti della maggioranza prosegue. Ma in Senato la conferenza dei capigruppo non riesce a fissare la road map a causa di divergenze sulla tempistica. Schierati Pdl e Lega da una parte e Pd – centristi dall’altra. Si fanno evidentemente sentire la minacce di Bossi sull’eventuale conferma dell’alleanza con il Pdl



