Il rottamatore Renzi loda l’addio di Veltroni al Parlamento e scrive su Facebook: “Bene la scelta di Veltroni: sono sicuro che non sarà l’unico a fare questo passo”. Cosa faranno D’Alema, Rosy Bindi e gli altri “veterani”? Per ora resistono.
Che cosa nasconde la mossa del pluridecorato onorevole italiano ed europeo ( incarico doppio finché la legge glielo ha consentito), 2 volte Sindaco della capitale, per non parlare del ruolo centrale al governo nella stagione dell’Ulivo?
Con assemblea nazionale del PD ancora in corso vorrei fare un a riflessione ex ante, cioè prima della sua conclusione. Renzi, comunque si concluda l’assemblea ed anche le Primarie ha già vinto perché ha imposto l’agenda, la sua, e il dibattito. Non si discute quali regole siano le migliori, ma se lo danneggiano o lo favoriscono.
Il leader del Pd incontra il premier e assicura; “anche lui vuole un paese normale”. Eppure Veltroni non ne è convinto e insiste: “Se Monti è disponibile, è una risorsa”. Continuano le fibrillazioni per le primarie, per le quali il partito, sabato prossimo, si appresta a cambiare le regole. E fa discutere anche la candidatura di Vendola, causa di un nuovo scontro tra il segretario democratico e Casini ( ma non mancano le polemiche anche a sinistra di Sel come riportato su paneacqua con l’intervento di Claudio Grassi))
Il governo Monti rappresenta davvero “l’atto fondativo del PD” o costituisce solo una soluzione d’emergenza giustificata dalla necessità di offrire al Paese un riparo contro le intemperie di Sua Maestà il Mercato? Il PD si identifica nelle posizioni del socialdemocratico Fassina o dei mo-dem Letta e Fioroni? Dove va e con chi va il PD? Ma soprattutto: che cos’è il PD?
Le polemiche interne al PD post-Palermo sono francamente un segnale peggiore del previsto anche per un partito che, essendo senza storia e senza memoria ha, sulla carta, un ampio margine di movimento
La decisione di ospitare sul palco della manifestazione del 9 marzo Sandro Plano, esponente di spicco dei No-Tav, ha diviso, inevitabilmente, la Fiom da quella parte di gruppo dirigente del Pd che pure vi aveva aderito. La rottura suscita riflessioni, e polemiche.
L’occasione è la presentazione del libro di Franco Giordano e Peppino Caldarola “Nostalgia canaglia”, con la partecipazione di un parterre di alto calibro: Vendola e Rosy Bindi “piatto forte” della serata. Oggi è toccato al leader di Sel dire la sua e soprattutto senza scusarsi come ieri gli aveva chiesto l’ex sindaco di Roma offeso dall’accusa di essere “di destra”. Ma la Bindi non è certo tipo da mandarle a dire. La polemica investe anche Prodi: Non mi strumentalizzate
I partiti che faticano a delineare una propria fisionomia all’ombra della tecnocrazia. Sarà pure finito il tempo delle ideologie ma che cosa è di destra o di sinistra fa ancora discutere a sinistra come dimostra lo scontro tra l‘ex segretario del Pd e il leader di SeL. E un dibattito speculare è in corso anche tra Pdl e terzo polo, ex alleati divisi ormai da distanze considerevoli
Partiamo dal libro di Joseph Stiglitz, il cui titolo originale è “Freefall. America, Free Markets, and the Sinking of the World Economy”. Il titolo della traduzione italiana è più banale: “Bancarotta. L’economia globale in caduta libera” (Einaudi, 2010). L’inadeguatezza della nostra classe politica, nella sua media, consiste proprio nel fatto che non legge libri di questo tipo. I quali, invece, non soltanto andrebbero letti, ma anche attentamente studiati
Pier Luigi Bersani ha presentato nel corso di una conferenza stampa l’iniziativa del Pd dal titolo “Destinazione Italia”. Ma, ovviamente, ha parlato di tutte le questioni scottanti sul tappeto della politica nazionale, in verità non risolvendone i nodi
Un problema immediato e uno di prospettiva. Il problema immediato: va rivisto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e il governo può fare una riforma del mercato del lavoro anche senza un accordo con i sindacati? Il problema di prospettiva: nelle elezioni politiche del 2013 Mario Monti può essere il candidato a Palazzo Chigi del centrosinistra, del centrodestra o di Pier Ferdinando Casini che vuole andare “oltre i poli”?
Il governo reggerà a seconda di come si conclude la riforma del mercato del lavoro. Altre mediazioni non sono possibili. Ciò che è in discussione è la linea politica del Pd, la coalizione da costruire per andare alla elezioni, tutti problemi che non si affrontano con slogan
Due i temi sollevati dall’intervista di Veltroni a “Repubblica”: la posizione da tenere sulla riforma del mercato del lavoro e quella sul governo Monti: quanto è riformista la linea politica portata avanti sinora dall’esecutivo del Professore? L’uscita dell’ex sindaco di Roma può accelerare la tendenza del partito a dividersi, sulle due questioni, in due fronti contrapposti



